Col pianoforte ero un disastro
Con la pubblicazione dell’intervista a Rick Moody la collana Macchine da scrivere (dove sono usciti, fra gli altri, i volumi dedicati a Céline, Carver, García Márquez, Beckett, Eliot) apre anche agli autori più giovani del panorama letterario internazionale. Moody infatti fa parte della generazione dei Burned Children of America, e in pochi anni ha conquistato un ruolo di primissimo piano fra gli autori under-40 negli Stati Uniti. Ha pubblicato tre romanzi (fra cui il fortunato Tempesta di ghiaccio, da cui Ang Lee ha tratto qualche anno fa l’omonimo film), due raccolte di racconti (di cui l’ultima, Demonology, è recentemente uscita per Bompiani) e un libro autobiografico. (E presto un romanzo e una raccolta di racconti ancora inediti in Italia verranno pubblicati da minimum fax!)
In questa intervista Moody racconta l’origine profonda della sua ispirazione e le tecniche della sua scrittura, ma disegna anche un personalissimo panorama critico della letteratura postmoderna degli Stati Uniti (da Gass a Elkin a Hawkes) che ispira le nuove generazioni e spiega in due pagine esemplari “cosa significa essere americano oggi”.
Le recensioni della stampa


Mario Fillioley
88-87765-81-2
Pagine
82
Pubblicazione
giugno 2003
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