L’invenzione della madre

Un libro di straziante bellezza.
Loredana Lipperini

L'invenzione della madre di Marco Peano cura, non ammala.
Michela Murgia

È davvero raro imbattersi in un'opera prima tanto matura e vitale.
Marcello Fois

Credo sia uno di quei rari libri capaci di entrare davvero nella vita delle persone e magari aiutarle a "guardare", e ad attraversare il dolore senza farsene annientare.
Simona Vinci

L'invenzione della madre è profondamente un libro d'amore.
Diego De Silva

Libro dell‘Anno di Fahrenheit (Radio 3)

Vincitore del Premio Volponi Opera Prima Stefano Tassinari

Finalista al Premio Letterario Massarosa

Finalista al Premio Segafredo Zanetti - Città di Asolo 

Finalista al Premio Biblioteche di Roma 

Finalista al Premio Letterario Giuseppe Berto 2015

Finalista alla Coppa dei Lettori di Finzioni Magazine

Libro del Mese di febbraio votato dai lettori di Fahrenheit (Radio 3)

Quinta ristampa


Questa è una storia d’amore. Si tratta dell’amore più antico e più forte, forse il più puro che esista in natura: quello che unisce una madre e un figlio. Lei è malata, ha poco tempo, e lui, Mattia – sapendo che non potrà salvarla, eppure ostinandosi contro tutto e tutti – dà il via a un’avventura privatissima e universale: non sprecare nemmeno un istante. Ma in una situazione simile non è facile superare gli ostacoli della quotidianità. La provincia in cui Mattia abita, il lavoro in videoteca che manda avanti senza troppa convinzione, il rapporto con la fidanzata e con il padre: ogni aspetto della sua vita per nulla eccezionale è ridisegnato dal tempo immobile della malattia. Un rifugio sicuro sembrano essere i ricordi: provare a riavvolgere come in un film la memoria di ciò che è stato diventa un esercizio che gli permette di sopportare il presente. Ma è davvero possibile sfuggire a se stessi? 
In questo viaggio dove tutto è scandalosamente fuori posto, è sempre il rapporto con la madre a far immergere Mattia nella dimensione più segreta e preziosa in cui sente di essere mai stato. Raccontando di questo everyman, grazie al coraggio della grande letteratura, Marco Peano ridà senso all’aspetto più inaccettabile dell’esperienza umana: imparare a dire addio a ciò che amiamo.

Leggi la conversazione tra Nicola Lagioia e Marco Peano  

Le recensioni della stampa

Mario Capello - Cooperativa Letteraria
Peano accetta la sfida di mostrare come nella lingua si possa trovare conforto ma come spesso, invece, proprio la lingua possa essere sferzante – come la verità.
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Licia Ambu - Nazione Indiana
«La scelta della terza persona è stata una benedizione, potevo mettere in campo un personaggio senza caricarmi di troppa responsabilità, lasciarlo agire con una (apparente) spensieratezza. Alla fine credo lui abbia avuto la meglio su di me, ma è giusto così: l’umano deve passare in secondo piano, di fronte alla potenza delle narrazioni.» Intervista a Marco Peano.
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Samuela Serri - Ma però - Rivista
Peano racconta così la storia, quella definitiva, che deve essere attraversata per continuare a vivere: ma il dissidio fra l’estremo eternare una madre, tramite la scrittura, e il ricordo della madre stessa (molto più vera di qualsiasi romanzo) continuerà a far male.
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Alessandro Beretta - La Lettura - Corriere della Sera
Cronaca di una morte accettata.
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Soul Food
Nel libro di Peano il lutto per la madre diventa anche un' elaborazione di una relazione d'amore e della sua dimensione totale.
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Antonella Sbriccoli - Panorama
Tra i dieci romanzi più belli del 2015.
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Rai Letteratura
Il libro dell'anno di Fahrenheit.
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Edoardo Sassi - Corriere della Sera - Ed. Roma
Vincitore del concorso indetto dal programma Fahrenheit di Rai 3.
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Antonio Prudenzano - Il Libraio
Il romanzo di Marco Peano vince il premio "libro dell'anno" di Fahrenheit.
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Lattererattitudine
Il libro dell'anno per i lettori di Fahrenheit di Radio 3.
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Mangialibri
Marco Peano e il libro dell'anno di Fahrenheit.
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Loredana Lipperini - Lipperatura
Tra i titoli di qualità del 2015.
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Giovanni Turi - Blog
Tra i libri migliori degli ultimi mesi scelti da editor e direttori editoriali.
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Beatrice Tomasi - The Buzzing Page
Un romanzo che semplicemente ti rimane attaccato addosso.
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Parole in carta
Il romanzo non è uno sfogo doloroso, un diario della disperazione di un figlio o un flusso di coscienza di un «orfano». È un gioiello intarsiato da una prosa indimenticabile.
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Corriere della Sera
Tra i finalisti del Premio Berto.
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Corriere della Sera
Tra i finalisti del Premio Berto.
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Domenicale - Il Sole 24 Ore
Tra i finalisti del Premio Berto.
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ANSA
Un libro che cura e non ammala.
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Giulia Guida - Liberi di scrivere
La malattia come metafora.
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Eleonora Barbieri - Il Giornale
L'immagine della madre è un ideale di perfezione che si rafforza coi ricordi.
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Libreria Trebisonda di Torino
l riserbo e la grazia nella scrittura danno ancora più risalto a una tragedia (vissuta dall’autore) a cui nessuno di noi, a qualsiasi età, può dirsi preparato.
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Annarita Briganti - Donna Moderna
Fabio Genovesi consiglia l'incontro con Marco Peano a Gavoi.
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Sergio Pent - TTL - La Stampa
L'invenzione della madre è un romanzo di impietosa tenerezza, che mette in piazza emozioni forti e situazioni intime strazianti, altrove quasi sempre ingentilite dal velo di pudore che circonda la vergogna e il decadimento fisico causati dalla malattia.
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Diego De Silva - Il Mattino
Si ritiene comunemente che il primo libro di un autore sia il migliore. In molti casi è vero, forse perché, quando comincia, chi scrive non sa bene cosa sta facendo. L’invenzione della madre, al contrario, è l’opera prima di uno scrittore consapevole, che ha preso la mira e centrato in pieno il suo bersaglio.
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Ilaria Amato - Donna Moderna
Hai bisogno di mantenere il legame con la persona che non c'è più e nello stesso tempo continuare ad avere un obiettivo, uno scopo.
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Marco Belpoliti - L'Espresso
Bellissimo romanzo, scritto come un diario, ma in terza persona, che racconta il disfarsi del corpo nello sguardo del figlio, che ne misura la distanza e la prossimità rispetto al proprio.
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Giorgio Vasta - Il manifesto
L’invenzione della madre è un romanzo negromante in cui la scrittura è colonna vertebrale della mancanza.
continua la lettura
Andrea Di Gennaro - Il Fatto Quotidiano
Romanzo intenso e autobiografico, urla l'urgenza di raccontare per non perdere, per non lasciare indietro pezzi di memoria che la morte divora.
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TTL - La Stampa
Parole che raccontano la malattia e le danno un nome.
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Giulia Cavaliere - Il Mucchio
Una scrittura che sorprende per maturità e precisione, un romanzo che gela il sangue e riscalda il cuore, una lettura necessaria e anche, tristemente, generazionale.
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Francesco Musolino - Gazzetta del Sud
Il lessico tecnico dell'ospedale e la parola intima che ridà nome alle cose.
continua la lettura
Letizia Lucca - La Gazzetta del Sud
Una bellissima storia sull'amore.
continua la lettura
Moreno Scorpioni - Roar Magazine
Tra gli appuntamenti da non perdere al Salone del Libro di Torino.
continua la lettura
Alfonso Desiderio - Repubblica.it
La sfida è fissare i ricordi, non perdere la memoria.
continua la lettura
Il club dei libri
Una volta chiuso il libro, tutti i lettori ringraziano Marco Peano per aver scritto questa storia, per aver parlato così del dolore, della morte e della malattia.
continua la lettura
Alessandro Zaccuri - Avvenire
Tra immagini e parole una traversata della sofferenza, propria e dei propri cari, alla ricerca di una memoria che renda possibile accettare la perdita.
continua la lettura
Il Giornale di Vicenza
Non si esce indenni dalla lettura del romanzo di Marco Peano.
continua la lettura
Carolina Crespi - Film Tv
Peano rende universale una tragedia privato utilizzando in modo sapiente quell'amabile strumento letterario che è la terza persona singolare.
continua la lettura
Roberto Carnero - Famiglia Cristiana
«Quando si assiste un malato grave, tutto si riduce a piccoli gesti. Ogni evento si carica d'intensità.»
continua la lettura
Bookclub
Il gruppo di lettura della libreria Ambarabacicicocò di Corato e il romanzo di Marco Peano.
continua la lettura
Ferruccio Sansa - Il Fatto Quotidiano
Il libro di Marco Peano riesce a unire padronanza della parola, misura, fuga dalla retorica. Ma anche emozione.
continua la lettura
Flavia Piccinni - Gioia
Una lingua da chirurgo della narrazione seziona lo strazio del ventenne Mattia. E ce lo trasmette.
continua la lettura
Marco Drago - Vanity Fair
Questa è la storia di una crescita più che di una perdita.
continua la lettura
Renzo Brollo - Mangialibri
Un padre, ma soprattutto una madre e un figlio: ecco è il nucleo famigliare e narrativo che segna il passo di questa storia.
continua la lettura
Maria Cerino - Il Primo Amore
Il Mattia di Marco Peano spiega di cosa parliamo quando parliamo di morte e ciò che meglio dice – nella sua fermezza analitica – è che la malattia, come una madre, è un luogo in cui possiamo prender posto tutti.
continua la lettura
Patrizia La Daga - Le ultime 20
L’invenzione della madre è un romanzo che lacera i sentimenti del lettore senza mai essere lacrimevole, perché Peano controlla il linguaggio e le emozioni con straordinaria abilità e quando affonda il colpo, lascia cicatrici profonde.
continua la lettura
Luca Ricci - Il Messaggero
È come una corrida intimistica, il libro di Peano, dove toro e torero si cambiano le parti e su tutto incombe sempre, specie quando non viene nominata, la morte.
continua la lettura
Alessandro Cinquegrani - L'Indice dei Libri del Mese
Il libro è una rievocazione più potente, una scultura a tutto tondo, un modo di certificare per sempre un amore ancestrale.
continua la lettura
Diana D'Ambrosio - Non riesco a saziarmi di libri
L’invenzione della madre è un racconto intimo e sincero.
continua la lettura
Martina Moramarco - 404: file not found
Come un reduce, Mattia ridiscute il suo presente, assiste alle trasformazioni inevitabili della vita, sopravvive.
continua la lettura
Giorgio Scianna - Linus
L'intensissimo L'invenzione della madre di Marco Peano (minimum fax) parla di malattia e morte eppure è la storia dove c'è più amore e più pienezza della figura materna.
continua la lettura
Francesca Marson - Nuvole d'inchiostro
Ogni singola parola è scelta con cura, quasi ossessivamente ponderata e infine incastonata nel testo con una scrupolosità da artigiano, di chi, per anni, facendo l’editor, si è preso cura delle storie altrui.
continua la lettura
Mattia L. Palma - Cultweek
La ricerca di Peano è più linguistica: dopo poche pagine si dimentica la terza persona e si vive il racconto in un’atmosfera stravolta e ovattata di impotente attesa.
continua la lettura
Cecilia Cruccolini - Il lavoro culturale
Il travaglio che precede la completezza dell’essere adulto.
continua la lettura
Nicola Lecca - L'Unione Sarda
«Non conosco nessuno scrittore serio che sia stato forzato a scrivere cose consolatorie.»
continua la lettura
Marta B. - Cosebelle
L’opera prima di Marco Peano edita da minimum fax (che rimane imbattibile nello scovare talenti letterari) è splendida e struggente.
continua la lettura
Renzo Brollo - Mangialibri
«Ogni perdita lascia degli oggetti, o dei ricordi, stratificati nei luoghi fisici o dentro di sé. E ogni perdita fa sì che quegli oggetti-ricordi possano essere un'arma a doppio taglio: non sempre si vuole ricordare.» Intervista a Marco Peano.
continua la lettura
Paolo Di Paolo - L'Espresso
Peano mette a fuoco dettagli - della malattia della madre, del rapporto con lei, con gli altri - con una sincerità di sguardo e una "pietà spietata" molto rare nella narrativa italiana di questi anni.
continua la lettura
L'Arena
Non si esce indenni dalla lettura del romanzo di Marco Peano.
continua la lettura
Valeria Parrella - Grazia
Un libro tenero e duro insieme. Tenero perché esplora il sentimento del figlio non più ragazzo, ma non ancora del tutto adulto, alle prese con il cancro della madre e con l'accudimento, le speranze, gli inganni giocati a se stessi, il rapporto con il padre. E duro perché di quel corpo doloroso non risparmia nulla. Tema, titolo e copertina resteranno nel tempo ben oltre le classifiche.
continua la lettura
Pietro Cheli - Amica
È un buon romanzo d’esordio quello di Marco Peano.
continua la lettura
Filippo La Porta - Left
Ammirazione per la radicalità con cui l’autore tratta frontalmente il tragico (malattia, sofferenza, morte), solitamente espulso dalla cultura di massa. In ciò confermando la vocazione più autentica della letteratura.
continua la lettura
Matteo Bolzonella - Sul Romanzo
«Nel momento in cui mi sono ritrovato a scrivere questo libro, ho cercato di restituire sulla pagine quello che succede a tutti noi quando proviamo una forte sofferenza: diventiamo il centro dell’universo, qualunque sia il tipo di dolore, ed escludiamo tutto il resto.» Intervista a Marco Peano.
continua la lettura
Finzioni
Marco Peano finalista della Coppa dei Lettori.
continua la lettura
Simone Gambacorta - La Città
Capita di rado di imbattersi in una scrittura tanto carica di senso e di ritmo.
continua la lettura
Carlo Mazza Galanti - Internazionale (The Indipendent)
L'esordio di Peano mantiene alto il livello della produzione minimumfaxiana.
continua la lettura
Marta Barone - Doppiozero
L'invenzione della madre è un libro duro, sgradevole e bello, con momenti di tenerezza lancinante.
continua la lettura
Caterina Bonetti - Salti in aria
Un romanzo inteso, animato da una sensibilità matura, da uno stile sorvegliato e curato nel dettaglio
continua la lettura
Giacomo Giossi - Gli Stati Generali
Un romanzo assoluto sull’amore o meglio su una storia d’amore unica, ma continuamente replicabile in mille variazioni, in infinite combinazioni ma sempre impigliata a due estremi inevitabili: una madre e un figlio uniti da una corda tesa e sottile, un equilibrio che rende impossibili incroci e sovrapposizioni.
continua la lettura
Mariangela Sapere - Scene Contemporanee
Un susseguirsi di pagine pregne di verità, tenerezza, dolore da condividere, per quanto quei piccoli gesti, quei tentativi di aggrapparsi a un qualcosa che scivola sotto le unghie siano vani, inutili, disperati.
continua la lettura
Mariangela Sapere - Scene Contemporanee
Un percorso lento e doloroso, il tentativo di accettare l’inaccettabile, nel romanzo di Marco Peano.
continua la lettura
Alessandro Garigliano - Nazione Indiana
Ciò che mi ha coinvolto e stravolto è la capacità di sottrarre pathos senza sottrarsi, senza disinnescare il dolore spaventoso scaricando la tensione con l’ironia o usando artifici inadeguati.
continua la lettura
Gianni Santoro - la Repubblica
Ammirevole esordio di Marco Peano.
continua la lettura
Angiola Codacci-Pisanelli - L'Espresso
In questo lungo viaggio di un figlio attraverso la malattia mortale di chi lo ha messo al mondo c'è un tema che ritorna costante: quello delle parole pensate ma non dette, dei discorsi solo immaginati, delle frasi lasciate a metà.
continua la lettura
Internazionale
La storia dell'amore più antico, forte e puro che esiste in natura: quello che unisce una madre e un figlio.
continua la lettura
Luca Romano - Huffington Post
L'invenzione della madre è un libro estremamente delicato: la terza persona, che Marco Peano usa per raccontare, si avvicina al lettore e lo accompagna verso Mattia mantenendo una distanza come quella tra Mattia stesso e la madre.
continua la lettura
Silvia Pellizzari - Ripiani
Marco Peano ce lo insegna in questo libro: gioiamo tutti, ma poi la gioia ci sembra una sola. Soffriamo tutti, ma il dolore ci appare unico. E ognuno vede il proprio. Ognuno lo cura come può.
continua la lettura
Giuditta Casale - Libri, Tempo x me
La forza delle parole, la possibilità rigenerativa che esse contengono, la volontà salvifica intrinseca nel nominare le cose, con precisione e chiarezza, che diventano talora crudezza e tal'altra specialità di termini, è il filo su cui Marco Peano intesse il suo canto di dolore, l’intimità del suo sguardo, l’introspezione di prospettiva.
continua la lettura
Lorenzo Innocenti - Cultweek
La storia che Marco Peano racconta ne L’invenzione della madre è la storia di una corsa forsennata, di chi sa che l’incedere svelto delle proprie falcate è poca cosa rispetto a quello della malattia che consuma la madre, ma continua a correre.
continua la lettura
SubliminalPop
Si è disposti a tutto, quando ti viene lasciato intendere che il miracolo potrebbe avvenire.
continua la lettura
Anna Quatraro - Flanerì
Più che romanzo tout court, il libro si presenta come una raccolta di micro-narrazioni concentriche che sottraggono mesi, giorni, istanti alla vita della madre morente
continua la lettura
Federica D'amico - Virginiamcfriend
La storia di Mattia insegna che quando la porta si apre difficilmente si richuderà, indipendentemente da come andrà a finire.
continua la lettura
Cristina Catanese - Tropismi
Un romanzo che deve essere letto lentamente perché permette di toccare (con gli occhi) il dolore in tutte le sue fasi, passando dalla negazione all’accettazione. Un romanzo che aiuta a conservare un’immagine – in questo caso, quella della madre – e a scampare dalla morte morale.
continua la lettura
Alessandra Voto - L'angolino di Ale
Riflessivo e doloroso.
continua la lettura
Alessandra Lisini - Ogni tanto la realtà
Un orizzonte spaziale ristretto, in cui di emozioni e lacrime la voce narrante principale fa appena cenno, e in cui non potrà esserci altra trama, né altra direzione che quella inesorabile di fluttuazione verso la morte della madre.
continua la lettura
Isabella Moroni e Giulia Gabriele - Art a Part of Culture
«La vita reale, qualunque cosa sia, per me ha sempre un percorso obbligato: le narrazioni.»
continua la lettura
Licia Ambu - Finzioni
L’invenzione della madre è un braccio che esce dalle pagine, ti entra in bocca, ti scende attraverso e quando ti arriva allo stomaco stringe le dita della mano per duecentocinquantapagine circa. Piuttosto forte anche. Obiettivamente, è un trattamento che vi consiglio.
continua la lettura
Rossella Lo Faro - Youbookers
Peano sembra suggerire che il dolore della perdita dev’essere obbligatoriamente accompagnato da un progetto di vita, accogliendo favorevolmente le novità e aprendosi a nuove, meritate gioie.
continua la lettura
Gianluigi Bodi - Senzaudio
«L'invenzione della madre» è un gran bel libro e merita tutti i complimenti che stanno piovendo sull’autore e sull’opera.
continua la lettura
TTL - La Stampa
Il libro di Marco Peano tra i consigli del libraio Rocco Pinto: «Un romanzo emozionante, su di un tema non facile: il rapporto tra un figlio e una madre malata che sta per morire».
continua la lettura
Chiara Beretta Mazzotta - Radio 105
Tra i bellissimi.
continua la lettura
Ivano Porpora - La Nottola di Minerva
Questo libro riguarda anche una sorta di ridefinizione totale del mondo intorno a sé.
continua la lettura
La Bottega di Hamlin
Una scrittura che necessariamente si colloca alla frontiera fra il documento oggettivo e il romanzo di formazione.
continua la lettura
Carla De Felice - Una banda di cefali
L’invenzione della madre è un libro doloroso, straziante ma nonostante ciò meravigliosamente bello e vitale.
continua la lettura
Gaia Tarini - Barta
Consigliato a chi ha bisogno di sapere che può farcela.
continua la lettura
Danilo Cucuzzo - Cabaret Bisanzio
Mattia, che in qualche modo aveva usato (più o meno consapevolmente) la condizione della madre per non crescere, dovrà arrendersi alle inevitabili richieste della vita, dovrà prendere coraggio e assumersi le proprie responsabilità: dovrà diventare uomo.
continua la lettura
Little Miss Book
Ve lo consiglio.
continua la lettura
Giovanni Turi - Vita da editor
Il romanzo di Peano rifugge dal patetismo e rintraccia con delicata e inflessibile sincerità quanto di universale vi è nell’esperienza privata del lutto.
continua la lettura
Chiara Ruggiero - Libriofila
L’invenzione della madre ci racconta una storia dolorosa ma traboccante d’amore e di speranza.
continua la lettura
Morena Marsilio - laletteraturaenoi
Riconferma ancora una volta il potere terapeutico della scrittura.
continua la lettura
Claudia Paccosi - Decarta
La storia di un addio, di una sofferenza e di un’autobiografica lotta con il male, dove l’amore verso chi ci ha generato supera qualsiasi difficoltà, aggrappandosi al più fragile e sottile dei lunghi capelli, finché questo non si spezza.
continua la lettura
Elisabetta Soler - Istantanee variabili
Duecentocinquanta pagine intense e da leggere assolutamente.
continua la lettura
Libreriamo
Intervista a Marco Peano.
continua la lettura
Odor di Gelsomino
L’efficacia e la potenza di questo libro stanno soprattutto nel tipo di narrazione. Una narrazione in terza persona − in cui l’unico ad avere un nome è proprio Mattia, e al lettore resta la curiosità sul nome della madre, a cui tante volte si fa riferimento senza però dirlo − la cui lingua è secca, chirurgica.
continua la lettura
Marta Cervino - Marie Claire
Cronistoria di una scomparsa. Un libro d'esordio che viaggia tra distacco e dolore.
continua la lettura
Libri e Suoni
Arriva in libreria il romanzo d'esordio di Marco Peano.
continua la lettura
Barta
Consigliato a chi ha bisogno di sapere che può farcela.
continua la lettura
Andrea Tarabbia - Books in Italy
Una specie di romanzo di formazione, perché Mattia, di fatto, al cospetto del dolore e della perdita finisce per farsi uomo.
continua la lettura
Silvia Ceriani - Salone del Lutto
Il romanzo di Marco Peano non dà tregua, e tu ti asserragli nella lettura finché non l’hai portato a conclusione.
continua la lettura
CTRL Magazine
L'amore è una promessa.
continua la lettura
L'Ostinato Lettore
La scrittura è potente, risoluta, precisa, non declina mai nel drammatico o nel pietismo, è come se le parole possedessero una sfericità, che senza il minimo sforzo scivolando su un piano inclinato ne assorbiamo il loro significato.
continua la lettura
Antonio Prudenzano - Il Libraio
Il debutto di Marco Peano.
continua la lettura
Volevo Essere Jo March
Un libro di formazione anomalo e conturbante. Le domande da rivolgere al suo autore non mi mancano.
continua la lettura
Livio Partiti - Il Posto delle Parole
Conversazione con Marco Peano.
continua la lettura
Matteo B. Bianchi - Blog
Intervista a Marcello Fois: «Un bellissimo romanzo.»
continua la lettura
Il Tirreno
Marco Peano ospite della Società Lucchese dei Lettori.
continua la lettura
Gianna Gambini - Gli scrittori della porta accanto
La scrittura di Peano, concisa diretta, lucida, accompagna il lettore alla scoperta di una realtà concreta e tangibile, dettagliata e tagliente.
continua la lettura
Matte da leggere
Stupefacente.
continua la lettura
Sabina Fragola - Una fragola al giorno blog
Uno stile decisamente contemporaneo, capace di elaborare il tutto e dare una struttura consapevole e ben organizzata alla narrazione, la conferma di un’opera prima notevole.
continua la lettura
Prezzo copertina
14 €
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11,90 €
Prezzo copertina
6,99 €

LIBRO
EBOOK
ISBN
978-88-7521-633-7

Pagine
280

Pubblicazione
gennaio 2015


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