La guerra dei cafoni
D’Amicis è uno scrittore capace di gettare uno sguardo obliquo su ciò che accade e sui personaggi, illuminando così di comici bagliori la realtà
D’Amicis è bravo a non esitare, a mirare in alto, a scegliersi grandi obiettivi. E a parlarcene con un sense of humour alternativo a tutto, amaro, corrosivo

Estate 1975. In un villaggio della costa salentina si rinnova la guerra che oppone i ragazzini benestanti ai figli dei pescatori, dei pastori, dei contadini: i cosiddetti cafoni. A dichiarare e alimentare questo conflitto è il quattordicenne capo dei signori, che fa Angelo di nome, ma che nel soprannome porta il segno del campione e della perfidia: Francisco Marinho (rapinoso calciatore brasiliano dell’epoca), altrimenti detto il Maligno. Ossessionato dall’odio per i cafoni, Francisco Marinho combatte in nome dell'ordine sociale, della divisione di classe, della continuità storica. Ma quando, per un tragicomico equivoco, nella sua visione del mondo subentra una punta di compassione – o forse di affetto, o forse di amore – verso una giovane cafona, la separazione tra il bene e il male comincia a offuscarsi. Intorno a lui, i sintomi di una stagione nuova: dove il prestigio o la disgrazia dell'essere cede il passo all'arroganza dell'avere. La guerra dei cafoni non sarà più scontro tra i ranghi che ribadiscono lapropria natura, ma lotta di conquista, arrampicamento, disordine collettivo e interiore. Metafora, attraverso un microcosmo di ragazzini indemoniati, del cambiamento collettivo che inquegli anni trasfigurò il nostro paese, il nuovo libro di Carlo D’Amicis è poema cavalleresco e satira sociale, romanzo di formazione e divertissement pulp, tragedia dell'antica borghesia e commedia dell'Italia moderna.
Le recensioni della stampa

Luca Canali - Liberazione
Chiarissimo, fluido, velocemente drammatico.

Carlo D'Amicis - Affari Italiani
Vivere lontano dalla propria terra, se da una parte toglie qualcosa alla conoscenza degli occhi, dall’altra può offrire allo sguardo dell’anima uno sguardo più acuto e dolente.

Darwin Pastorin - Liberazione
Un viaggio a ritroso nel tempo, a quel '74 che fu pieno di utopie, di maori, di letteratura, di pallone e di amicizia.

Alessandro Masi - I viaggi del Sole - Il Sole 24 ore
Una guida utile per svelare l'enigma linguistico delle terre pugliesi.

Dario Pappalardo - La Repubblica
Come mettere insieme la via Pal, la lotta di classe e il post '68.

Giuseppe Roncioni - Pulp
Colpisce la capacità di D'Amicis nel saper cogliere i mutamenti sociali in atto nel nostro paese in quegli anni.

Marco Belpoliti - L'Espresso
Un'autobiografia in seconda persona.

Matteo Di Gesù - Giudizio universale
La guerra dei cafoni è picaresco e eroicomico come il Baldus di Teofilo Folengo.

Rossano Astremo - Vertigine.it
Il libro racconta la lotta irrazionale, che ogni anno si consuma in una fittizia località marittima, Torrematta, per l’ottenimento della supremazia sul territorio, tra i figli dei benestanti e i figli dei contadini e dei pescatori, i cosiddetti cafoni.

Cristina De Stefano - Elle libri
Questa storia di guerre di bande ha un delirante soffio d'epica antica e un delizioso senso di ironia.

Sergio Rotino - Il Domani di Bologna
Ambientato nella torrida estate salentina del 1975, è una metafora perfetta della lotta di classe.

Pietro Spirito - Il Piccolo
Mauro Covacich consiglia La geurra dei cafoni come libro da leggere in vacanza.

Maria Antonietta Amenduni - Il Corriere laziale
Il nuovo romanzo di D'Amicis è poema cavalleresco e satira sociale, romanzo di formazione e divertissement pulp, tragedia dell'antica borghesia e commedia dell'Italia moderna.

Sandro Veronesi - Consiglio d'autore - La Repubblica
Il libro è un romanzo civile e ci suggerisce che le rivoluzioni non sono altro che reazioni a un disprezzo violento subito per secoli.

Marco Tabiellone - Il Centro
Un realismo nuovo quello di D'Amicis per l'uso espressivo del dialetto, ma anche per un'immediatezza di immagini che emerge in molte pagine.

Corriere Adriatico
L'ultimo romanzo di Carlo D'Amicis racconta il passaggio verso l'età adulta di un gruppo di ragazzi del Salento e anche di una società per certi versi ancora arcaica.

Francesco Roat - L'Indice
La guerra dei cafoni si rivele un gran romanzo di formazione.

Filippo La Porta - XL - La Repubblica
L'autore racconta la mutazione dell'Italia, paese immobile e in continua ebollizione, attraverso una Via Pàl ambientata nel Salento.

Michele De Mieri - L'Unità
D'Amicis trasforma un convenzionale modello narrativo in un'avventura della scrittura.

Brunella Schisa - Il Venerdì
Una scrittura densa che non ammette distrazioni, impastata di umorismo.

Monia Cappuccini - Liberazione
Una metafora sull'Italia degli anni Settanta in cui la satira sociale prende il sopravvento sull'epica giovanilistica.

Tiziana Lo Porto - Diario
Un micromondo fatto di parole strampalate ma allo stesso tempo evocative e di dialoghi capaci di descrivere in poche righe qualsiasi sentimento.

Grazia Verasani - La Repubblica - Ed.Bologna
Un romanzo d'avventura, tragicomico, picaresco e al contempo con una satira sociale che non dà scampo, lucida e caustica fino al suo epilogo.

Marta Cervino - Marie Claire
Potente amarcord senza un briciolo di retorica.

Stefano Ciavatta - E Polis
La presentazione del libro a Torino.

Elisabetta Liguori - Il Paese Nuovo
Pura, ricchissima fiction, narrazione ispirata e altamente strutturata. Un libro capace di creare un mito.

Il Cittadino
Il libro racconta il passaggio verso l'età adulta non solo dei suoi protagonisti, ma anche della società italiana.

Mario Desiati - La Repubblica - Ed.Bari
Il romanzo di un tramonto, un'opera che dà una fotografia di come sia oggi cambiato lo scenario della società.

Enzo Mansueto - Corriere del Mezzogiorno
Una cartolina d'epoca dal Salento del 1975.

Michele Trecca - Gazzetta del Mezzogiorno
La vitalità del romanzo - l'ironia, l'avventura, il disincanto - è nello stridore dei due opposti piani linguistici. La sua sintesi nell'amore.

Vera Contu - Mangialibri
Carlo D'Amicis sembra molto a suo agio nel rappresentare situazioni e personaggi estremi con un sense of humour pungente e caustico, capace di delineare i contorni delle figure attraverso una descrizione trasversale della realtà.

Antonella Ottolina - A - Anna
Il libro della settimana.

Rossella Montemurro - Il Quotidiano
Un'intervista a Carlo D'Amicis.

Silvia Santirosi - Il Mattino
La storia privata del ragazzo che cresce s'incastra in modo onirico con quella pubblica di un'Italia adolescente.

Giovanni Pacchiano - Il Sole 24 Ore
D'Amicis affronta impavido un periodo ormai sfruttatissimo dalla nostra narrativa come gli anni Settanta.

Flavia Grossi - Studenti Magazine
Metafora, attraverso il microcosmo di ragazzini indemoniati, del cambiamento collettivo che in quegli anni trasfigurò il nostro Paese.

ustify>La compagnia del libro
Il libro di Carlo
D'Amicis è poema cavalleresco e satira sociale.


Che libri
Il malessere delle bande giovanili che si declina in una sorta di lotta di classe tra adolescenti.

Pier Luigi Razzano - D-News
D'Amicis guarda a trent'anni fa con rara precisione. Racconta in maniera affilata, comica e dolorosa.

Mario Desiati - Repubblica - Ed. Bari
Un viaggio nel luogo comune della provincia bella e sana.

Renato Barilli - TTL - La Stampa
Un piccolo mondo, chiuso in se, in un'assurda, attonita, cristallizzata perfezione.


Maria Tosca Finazzi - L'Eco di Bergamo
Intervista a Carlo D'Amicis.

Mario Desiati - La Repubblica - ed.Bari
Un romanzo con sullo sfondo la città e la provincia.


Luca Canali - L'Immaginazione
Un fecondo talento della narrativa attuale.

Massimiliano Castellani - Avvenire
Scrittori e intellettuali s'interrogano sulla violenza degli stadi.
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