Votate Robinson per un mondo migliore
Intenso, oscuro, inspiegabilmente deviante: questo è in sostanza Donald Antrim, quando attinge con incredibile umorismo e destrezza alla sua personalissima vena narrativa di perversità. I suoi romanzi sono come frecce piccole e compatte che mirano dritti al punto più triste del cuore americano
Donald Antrim dimostra di essere in ottima forma con questa spumeggiante allucinazione, i cui protagonisti – noi stessi, impossibile negarlo – agiscono in maniera emozionante e priva di scrupoli in un ambiente paradossale, per non dire assurdo, che è poi il mondo che conosciamo, e che a volte preferiremmo non conoscere.
Se si potesse strappare la scatola dei comandi da uno dei cerebrali, densissimi romanzi di Antrim, Dio solo sa cosa ci si troverebbe dentro. Forse uno stormo di pipistrelli. Un’edizione in audiocassette dell’Enciclopedia Britannica recitata dai Monty Python. E probabilmente le teste in miniatura di Thomas Pynchon, Nicholson Baker, Edgar Allan Poe e Donald Barthelme, scrittori il cui DNA sembra essersi fuso per dare origine a quello di Antrim
Una sensazionale scoperta letteraria.
Immaginate una cittadina di provincia con le villette bianche, i giardinetti con l’erba falciata a puntino, il parco pubblico che si anima ogni domenica, una comunità di cittadini rispettosi della legge, una coppia che decide di aprire una piccola scuola privata. Ora immaginate che quelle villette siano difese da filo spinato e mitragliatrici; che in quei giardinetti siano scavati fossati irti di frecce avvelenate; che in quel parco pubblico si combatta una guerriglia, che i cittadini deliberino pubblici linciaggi e il giovane maestro – e i suoi scolaretti – abbiano una vera passione per le tecniche di tortura. Otterrete un romanzo dall’umorismo sulfureo, un cocktail di ironia e paranoia che vi brucerà piacevolmente la lingua, un originalissimo capolavoro di fantasia sinistra che terrorizzerà i buonisti e appassionerà chi ama la letteratura fuori dall’ordinario. Un gotico di periferia accolto dalla critica come una sorta di «Thomas Pynchon sotto litio», e dallo stesso Pynchon come «una spumeggiante allucinazione».
Le recensioni della stampa







Elect Mr. Robinson For a Better World
Traduzione
Matteo Colombo
88-87765-65-0
Pagine
172
Pubblicazione
ottobre 2002
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