To be or not to bop

Il testamento di un gigante del jazz moderno
New York Times

Gillespie è stato il più brillante, creativo, divertente e amato innovatore nella storia del jazz. To be or not to bop ci spiega perché. Un libro indispensabile
Los Angeles Times

Pochi musicisti hanno incarnato l’essenza sperimentale e avventurosa del jazz come Dizzy Gillespie, padre della rivoluzione bebop e inventore dello stile latin. La sua autobiografia affronta con lucidità, coraggio e un pizzico d’ironia una vicenda personale che è anche un compendio dell’esperienza collettiva degli artisti neri nell’America del secolo scorso. La razza e l’industria discografica, le droghe e la sessualità, la religione, la famiglia e la solidarietà fra colleghi: sono questi gli snodi principali di un racconto capace di leggere la musica come una variabile del sistema sociale e culturale americano, in cui trovano posto eventi tragici come la morte di Charlie Parker, momenti spirituali come la conversione alla fede Bahá’í, ma anche episodi esilaranti come la «campagna elettorale» del 1964, che vide Gillespie scendere in campo – armato della sola tromba – contro l’intero establishment politico del paese.
Completano il volume le testimonianze di prima mano dei principali amici e collaboratori di Gillespie: da Miles Davis a Ella Fitzgerald, da Cab Calloway a Sarah Vaughan, da Max Roach a Thelonious Monk. Un documento appassionato, un inno alla musica come luogo di libertà, di fratellanza e di trasformazione delle coscienze.

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Le recensioni della stampa

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Antonio Prudenzano - Affari Italiani
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Prezzo copertina
20 €
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Titolo Originale
To Be or Not... to Bop. Memoirs of Dizzy Gillespie

Traduzione
Dario Matrone

ISBN
978-88-7521-231-5

Pagine
680

Pubblicazione
novembre 2009


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