As smart as we are

Ganzi come siamo

In esclusiva per l'Italia sul sito di minimum fax è finalmente disponibile l'album As smart as we are del gruppo One Ring Zero, con diciassette canzoni scritte da Paul Auster, Rick Moody, Dave Eggers, A.M. Homes, Myla Goldberg, Margaret Atwood, Jonathan Lethem e tanti altri scrittori americani!

As smart as we are è un album mitico che contiene diciassette canzoni con i testi di altrettanti autori americani di culto, composte ed eseguite dagli One Ring Zero, un misterioso gruppo di musicisti che accompagna da qualche anno i reading dei più affermati scrittori dell'area newyorkese (come vedete Rick Moody nella foto in basso sfoggia un look da fan degli ORZ).
Diventato ormai uno dei nostri dischi preferiti, pubblicato in America dalla casa editrice amica Soft Skull press, ganzi come siamo, non potevamo non metterlo a disposizione dei nostri lettori. Purtroppo ne abbiamo un numero molto limitato di copie...
(Ci teniamo a precisare che il titolo - che si può tradurre in "ganzi come siamo" o "intelligenti come siamo" - non è una dichiarazione spaccona o pretenziosa, ma è un verso della canzone di Jonathan Lethem che parla dal punto di vista di uno scarafaggio che dice "ganzi come siamo, sappiamo che l'acqua è un segno della presenza di cibo")



Il Cd, in una splendida confezione-libretto contiene: la storia degli One Ring Zero, tutti i testi e queste bellissime diciassette canzoni suonate con dei misteriosi strumenti:



Natty Man Blues di Paul Auster
Radio di Daniel Handler
We Both Have a Feeling That You Still Want Me di Darin Strauss
Kiss Me, You Brat di Rick Moody
Deposition Disposition di Lawrence Krauser
Half and Half di Clay McLeod Chapman
The Ghost of Rita Gonzalo di Dave Eggers
Frankenstein Monster Song di Margaret Atwood
Honku di Aaron Naparstek
Blessing di Denis Johnson
On The Wall di Neil Gaiman
All About House Plants di Amy Fusselman
Golem di Myla Goldberg
Snow di A.M. Homes
Nothing Else is Happening di Ben Greenman
The Story of The Hairy Call di Jonathan Ames
Water di Jonathan Lethem


Gli autori dicono a proposito dei loro pezzi:

Rick Moody, "Kiss me, you brat"
L'unica canzone dell'album il cui testo è stato scritto dopo la parte musicale, il che dimostra come parole e musica si stimolino a vicenda. Basti pensare a quegli scrittori che hanno in testa il ritmo della frase prima ancora delle parole, e per questo la loro scrittura è limpida e armoniosa.
C'è una ragione per cui a molti scrittori viene chiesto che cosa ascoltino. E' come chiedere a Michael Jordan che cosa mangia per colazione. Leonard Bernstein ha fatto un'interessante indagine su questo nel suo "Norton Lectures", in cui unisce teoria linguistica e teoria musicale, il plumb dumb e il dum dum dah dum della Nona Sinfonia di Beethoven.

Dave Eggers, "The ghost of Rita Gonzalo"
"Quando una persona canta da sola, la gente lo trova spregevole" mi ricorda un pezzo dal "Verificationist" di Donald Antrim: "Avete mai notato? - le persone, non importa quanto belle o sensuali siano, se osservate da vicino mentre svolgono le proprie faccende quotidiane per la sopravvivenza, sembrano mostri." Non importa che il protagonista di questa canzone desideri qualcosa chiamata "il caldo giallo" perché, anche se si tratta di un vulcano, è comunque qualcosa di osceno.

A.M. Homes, "Snow"
Lo studio degli One Ring Zero è pieno di robaccia. Certo, ci sono un sacco di attrezzature e strumentazioni, ma anche un sacco di robaccia. C'è un vero casino là sotto. Perciò è molto divertente ripensare a loro mentre registravano "Snow". In quel posto ci sarebbero stati bene centrini all'uncinetto scoloriti. Quelli e anche il calco in gesso di un braccio. Penso che la registrazione sia stata qualcosa simile ad "Alice nel paese delle meraviglie". Ad esempio: "Eccoci al tea party per A.M. Homes. Mangia un po' di torta, mettiti a tuo agio. Tutto è in disordine, ma è proprio questo che dà la carica alla musica.

Jonathan Lethem, "Water"
Il contesto è tutto. A quanto pare, Joshua e Michael hanno composto per caso melodie diverse per questa canzone. Così hanno deciso di alternarle e mescolarle, il che giustamente può sembrare piuttosto caotico, anche perché nessuno dei due aveva idea di cosa parlasse la canzone. Ganzi come siamo, non avevamo idea di che cosa parlasse questa canzone. Dovevano dircelo. Parla di scarafaggi. Loro sopravviveranno a tutti noi. Loro, i più stupidi degli stupidi, vedranno il messia.

dicono di As smart as we are:

"Una trappola magistralmente congegnata per gli amanti della musica di tutto il mondo".
Viggo Mortensen

"Con il loro gergo da intellettualoidi e il loro fichissimo stile acid-klezmer... il disco dei One Ring Zero è assolutamente delizioso e mi piace un casino".
The Village Voice

"Fisarmoniche, organi, theremin, e qua e là uno strumento fatto in casa si combinano nel creare paesaggi sonori al tempo stesso ammalianti e divertenti".
The New Yorker




(Rick Moody a New York con la maglietta degli One Ring Zero. Foto di Marco Cassini)


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Pubblicazione
novembre 1999