Anteprima nazionale
Che vuol dire immaginare il nostro paese da qui a vent’anni? È un’esperienza consolatoria o sconcertante, rasserenante o insopportabile? Se il presente suscita sconcerto e spaesamento, raccontare il tempo che verrà significa fare un vero e proprio salto nel buio. Significa azzardare ipotesi, mettere alla prova nuove possibilità, desiderare e temere nuove metamorfosi. Se gli strumenti canonici del giornalismo, della storiografia, della statistica riescono a malapena a tastare il polso del presente, solo il potere divinatorio della letteratura è in grado di raccontarci – attraverso lo specchio deformante del racconto – dove stiamo andando e soprattutto cosa stiamo per diventare. Nove tra i maggiori scrittori italiani – da Valerio Evangelisti a Giancarlo De Cataldo, da Alessandro Bergonzoni ad Ascanio Celestini, da Giuseppe Genna a Wu Ming 1 – hanno provato a immaginare cosa saranno la società, la politica, il costume, gli affetti, le paure del futuro prossimo italiano. Anteprima nazionale è dunque un libro di incursioni a viso aperto nell’Italia che avremo e soprattutto nell’Italia che saremo, una mappatura del tempo a venire che vale anche da strumento di decifrazione del nostro presente.
Note Biografiche
Le recensioni della stampa

Giacomo Di Girolamo - marsala.it
Sano pessimismo, un’eccezionale tensione morale e, soprattutto,
una buona narrazione.

Antonio Gurrado - Il Foglio
E se un giorno Berlusconi sparisse davvero?

Frederika Randall (The Nation)- Internazionale
Giorgio Vasta chiede a nove narratori di raccontarci l'Italia che verrà.

C.T.P. - realtà industriale
Come sarà il nostro Paese fra trenta o cinquant'anni?
Nove scrittori, fra i più originali e alternativi del panorama italiano, provano a immaginare il futuro dell'Italia.

Matteo B. Bianchi - Linus
Non esercizi di fantascienza, dunque, ma di plausibili evoluzioni. Sta poi al lettore decidere fino a che punto si tratti di fantasiose farse o di tristi profezie su mutamenti già in atto.

Giuseppe Ceretti - Il sole 24 ORE.com
Che cosa farai da grande? nei giochi dell'infanzia di chi da tempo percorre le vie degli "anta" era l'interrogativo più proposto.

Giorgio Vasta - la Repubblica
Una riflessione di Giorgio Vasta sulla situazione della nuova narrativa italiana.

Giorgio Vasta - TTL - La Stampa
Giorgio Vasta spiega com'è nata l'idea del libro.

Marta Cervino - Marie Claire
Un'Italia possibile, ma speriamo improbabile.

Ascanio Celestini - I Viaggi di Repubblica
Un'antologia di racconti sull'Italia del futuro, sul nostro paese immaginato tra trent'anni.


Giancarlo De Cataldo - Il Messaggero
Il magistrato si interroga sul futuro del nostro paese.

Renato Minore - Il Messaggero
Un’anteprima intorno ai tanti interrogativi sulla nostra identità
nazionale in prospettiva futuribile.

La Repubblica - ed. Roma
Un'incursione a viso aperto nell'Italia che avremo.

Diego Del Pozzo - Il Mattino
Una riflessione sul libro e una lunga intervista a Valerio Evangelisti.

Italo Rizzo- Animals
Gli immaginari evocati dagli autori si collocano nell'alveo dell'ucronia o del fantasociale, talvolta con corrispondenze tra un racconto e l'altro, dando omogeneità al progetto.

Monia Cappuccini - L'Altro
Nell'antologia a cura di Giorgio Vasta nove scrittori immaginano il Belpaese tra 50 anni.

Silvia Santori- Mondo in Blue
I loro racconti compiono un balzo in avanti nel tempo per tentare di comprendere il presente...

Milena Mariano - What's Up
Una proiezione verso i prossimi cinquant'anni del Paese.

Giulia Dalla Negra - L'Avanti
Un mondo dai tratti caricaturali in cui chi legge potrebbe trovarsi realisticamente a vivere.

Il Mucchio
Ogni autore porta il proprio stile, i racconti sono complessi e mai banali, sebbene non tutti convincano con uguale forza.

National Geographic
Nove scrittori per altrettante visioni sull'Italia di domani.

Marieclaire.it
Il sottotitolo dell'antologia (basterebbe da solo)recita: nove visioni del nostro futuro invisibile.

Simona Maggiorelli - Terra
Un parco dei divertimenti del futuro.

Dario Pappalardo - La Repubblica
Tra fantascienza e politica.

Enzo Mansueto- Il Corriere del Mezzogiorno
La parola "futuro" pare non avere più una cittadinanza in una società freneticamente schiacciata dalla soddisfazione di desideri mercificati, dalla ipertrofia del tutto e subito, da un presente iperesteso e globalizzato.

Filippo La Porta - La Repubblica XL
E chissà se uno dei modi per diventare vivi non sia coltivare l'immaginazione critica, come ci propone la migliore letteratura.
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