Pezzo a pezzo

Mai pubblicata finora in Italia, Lydia Davis è considerata una vera e propria maestra da alcuni degli autori di spicco della scena letteraria americana: da Dave Eggers a Rick Moody a Paul Auster. Uscita negli Stati Uniti nel 1986, questa sua raccolta d’esordio è un gioiello di acume e ironia che le è valso l’appellativo di «virtuosa americana del racconto». Trentatré storie, ritratti, impressioni, a volte aforismi, «introspettivi e sovversivi, nevrotici e divertenti» (Salon.com) con cui Lydia Davis, come una sorta di Woody Allen al femminile, ci parla dell’anima più sottile e ossessiva delle donne, descrivendo con precisione chirurgica le minuscole attenzioni, la sensibilità e i gesti puramente femminili che gli uomini forse non potranno mai cogliere.
Pezzo a pezzo è dunque, in primo luogo, un libro in codice per donne in cui il maschile (e nello specifico: l’ex marito che ricorre nei racconti) è più che altro un interrogativo, qualcosa che si continua a cercare come senso, prima ancora che come uomo. La rottura, il divorzio sembra infatti aver fatto saltare la logicità del mondo: bisogna procedere con grande cautela e ricostruirla, armate di una razionalità che pur volendo essere impeccabile, non può che inciampare costantemente sull’imprevisto emotivo, sullo scompenso, sull’assenza di un qualunque senso che non sia forza interiore, pre-verbale, e sintetizzabile in due elementi di cui oggi le donne non possono fare a meno: intelligenza e spirito di sopravvivenza.
Tutto questo la Davis lo racconta con una scrittura essenziale e cristallina, in storie con pochissima trama e personaggi spesso senza nome: un geniale «minimalismo dell’anima» senza nessuna concessione al melodramma o ai cliché della scrittura «al femminile», un capolavoro di sobrietà e intensità che non trova paragoni nella narrativa americana contemporanea.

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Prezzo copertina
11,50 €
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Traduzione
Adelaide Cioni

ISBN
88-7521-010-1

Pagine
139

Pubblicazione
marzo 2004

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