La melancolia del corpo
Era ora che Shelley Jackson, il patchwork monster della narrativa americana, venisse sguinzagliata contro gli innocenti lettori del Bel Paese. Vi farà in mille pezzi e poi vi rimetterà insieme con grazia e dolcezza, ve lo prometto, e quando avrà finito non guarderete più il vostro corpo, o il cielo, o la terra, con gli stessi occhi
Spiritoso, complesso e scritto meravigliosamente: una raccolta di racconti sorprendente e memorabile
Robert Coover, storico maestro della letteratura postmoderna, l’ha definita «uno dei talenti più originali della sua generazione», la critica l’ha paragonata a vere e proprie regine della letteratura alternativa come Angela Carter e Kathy Acker: ora finalmente Shelley Jackson esordisce anche in Italia con una raccolta di geniali, disturbanti, inimitabili short stories che l’Italo Calvino delle Città invisibili avrebbe amato. Tredici racconti tutti sul tema del corpo ("Sonno", "Latte", "Sperma", "Nervi", "Grasso"...) disegnano la surreale "geografia" di un mondo alternativo in cui piove latte dal cielo, la città di Londra ha le mestruazioni, mandrie di spermatozoi vagano per le pianure americane, distese di nervi trillano al vento nelle campagne, ma dove restano intatte, per quanto trasfigurate, tutte le pulsioni e le tensioni che all’inizio del nuovo millennio si addensano intorno alla nostra sempre più instabile fisicità.
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