Lou Reed
Se ci fosse un premio per la riluttanza, per la totale disappartenenza alle tendenze, per la lontananza dalla cresta dell'onda; se ci fosse un grammy per il disinteresse, per l'indisciplina, per la sufficienza con la quale si osserva e si ascolta l'ennesimo inconcludente schiamazzo rivoluzionario; se ci fosse un riconoscimento alla testardaggine con la quale ci si ostina a circolare per un mondo che ha tutto, meno che il desiderio di farsi schiaffeggiare, be’, se ci fosse un oscar di questo tipo, il signor Lewis Firbank Reed lo avrebbe ricevuto tante di quelle volte che non saremmo capaci di contarle. Eppure di un personaggio così inequivocabilmente fuori moda ci ritroviamo ancora a scrivere e a parlare, a più di trentacinque anni dall'uscita di The Velvet Underground and Nico, il suo primo schiaffo. L'allora venticinquenne Lou Reed, infatti, se ne andava in giro per un'America a fiori col suo giubbotto di pelle nera, e agli spinelli che passavano dalla west coast rispondeva con un inverecondo inno all'eroina, cantato di spalle dal palco del Exploding Plastic Inevitable di Andy Warhol. La sua New York era lontana anni luce dalla Los Angeles di Jim Morrison e di Jerry Garcia; e lontani erano i Velvet dalle vette delle classifiche e dal successo, con le loro tenute nere, con i loro occhiali scuri, con la cupa viola di John Cale che strideva in Venus in furs, immancabile tributo a Leopold von Sacher Masoch.
Quando, alcuni anni dopo, Lou Reed abbandonò i Velvet, sancendone di fatto la fine, non vi furono scene di isteria per la perdita di una band che aveva raggiunto, con il suo capolavoro, solo la posizione 171 nella classifica di Billboard.
Ci volle un David Bowie in veste di ammiratore-produttore per portare alla ribalta, nel 1972, l'autore di «Sunday morning» e «Femme Fatale»: Transformer fu il primo successo di Lou Reed, trascinato da canzoni come «Walk on the wild side» e «Satellite of love». Da allora pare che il mondo del rock non riesca proprio a fare a meno di questo burbero ex tossicodipendente newyorkese.
A nulla sono servite le stroncature della critica a Berlin (1973), album barocco, angosciato e sublime che valse al suo produttore, Bob Ezrin, una crisi depressiva, e al suo autore una serie infinita di rotture sentimentali; niente hanno potuto gli intemperanti sperimentalismi di Metal Machine Music (1975), o le cadute creative di Mistrial (1986). L'imperterrito Lou Reed ha continuato a gracchiare, senza compiacersi, senza cedere ad alcuna pretesa estetizzante, convertendo semplicemente in musica la propria vita quotidiana. Tutti i suoi dischi sono racconti, trascrizioni di esperienze vissute e patite sulla propria pelle: il rapporto morboso e conflittuale con la Grande Mela cantato in New York (1989), l'ironia di Andy Wharol ricordata insieme a John Cale nello scarno, splendido Songs for Drella (1990), il dolore per la perdita di due cari amici scandito dai versi toccanti di Magic and Loss (1992), fino alla riscoperta dell'amore nei recenti Set The Twilight Reeling (1996) e Ecstasy (2000), ispirati dalla musa Laurie Anderson e a lei dedicati. Tutto questo lontano dagli ammiccamenti, dalla tentazione di voler spiegare il mondo, di volergli dare a tutti i costi un senso; senza cercare di essere, a seconda del vento e della compagnia, punk, grunge, rock o cool.
E permettendosi, infine, di tradurre in musica il suo amore per Edgar Allan Poe e di farlo confluire in un album, The Raven, cupo e straordinariamente intenso.

I titoli di Lou Reed in catalogo
The Raven Dopo le fortunate pubblicazioni delle opere letterarie dei grandi protagonisti della musica moderna...
Bibliografia italiana
minimum fax, 2003
Discografia essenziale
(I titoli si riferiscono alla carriera solista di Lou Reed)
Lou Reed, RCA, (1972)
Transformer, RCA, (1972)
Berlin, RCA, (1973)
Rock'n'Roll Animal, RCA, (1974)
Sally Can't Dance, RCA, (1974)
Lou Reed Live, RCA, (1975)
Metal Machine Music, RCA, (1975)
Coney Island Baby, RCA, (1976)
Rock'n'Roll Heart, RCA, (1976)
Street Hassle, RCA, (1977)
Take No Prisoners, RCA, (1978)
The Bells, RCA, (1979)
Growing Up In Public, Arista, (1980)
The Blue Mask, RCA, (1982)
Legendary Hearts, RCA, (1983)
New Sensations, RCA, (1984)
Live in Italy, RCA, (1984)
Mistrial (1986), RCA,
New York (1989), WEA,
Songs for Drella, WEA, (1990)
Magic and Loss, WEA, (1992)
Set The Twilight Reeling, Warner, (1996)
Perfect Night, Warner, (1998)
Ecstasy, Warner, (2000)
American Poet (2001)
The Raven, Warner, (2003)
Animal Serenade, Warner (2004)
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