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Ilustrado
Il paese di Dio
"Il mito del West sgretolato da un antieroe falso e bugiardo. Ho scritto Il paese di Dio nel 1991 quando vivevo nella Wind River Indian Reservation, Wyoming, non troppo distante dai luoghi che faranno da sfondo alle vicende narrate in Ferito. "Non sono mai stato un grande appassionato dei western americani, spiega Everett, "sebbene riconosca che facciano parte del grande mito del mio paese. E così un giorno ho pensato di sfruttare questa forma per indagare il mito alla radice. Mi interessava capire in che modo gli americani vogliono vedere sé stessi, mi interessava esplorare il racconto di frontiera. Tutti i western sono artificiali, autentiche falsificazioni, nessun western è una rappresentazione storica autentica, nemmeno quando trattano di avvenimenti realmente accaduti". Everett ha agito così: "Ho dissezionato oltre un centinaio di film e altrettanti romanzi western in modo tale da poter fare mio quel tipico modo di parlare, soprattutto quei cliché. Volevo che venisse fuori una lingua familiare, qualcosa che suonasse reale e irreale allo stesso tempo, proprio come nei film western". "Ero consapevole che stavo scrivendo una parodia di quel genere, una demistificazione che parte da un?unica certezza: nelle nostre menti c?è e sempre ci sarà un mitico vecchio West". Da un intervista a Percival Everett sul sito di Nutrimenti.
La bottega oscura. 124 sogni
"Ho ricercato una certa omogeneità nella trascrizione e nella redazione di questi sogni; non mi sembra dunque inutile fornire qualche precisazione sulle scelte tipografiche e sull’impaginazione: il capoverso corrisponde a un cambiamento di tempo, di luogo, di sensazione, d’umore ecc., avvertito come tale nel sogno; l’uso del corsivo, limitato a casi eccezionali, segnala un elemento del sogno particolarmente rilevante; lo spessore più o meno ampio degli spazi bianchi tra i paragrafi corrisponderebbe alla più o meno grande importanza dei frammenti dimenticati, o indecifrabili al risveglio; il segno // segnala un’omissione volontaria". Inizia così il libro dei sogni di George Perec, uscito in Francia nel 1973 e ora pubblicato da Qodlibet. Vi si trovano continui rimandi autobiografici, a partire dai fantasmi della sua disgraziata infanzia, poi gli amici, le fidanzate, tanti personaggi del mondo letterario parigino, le vie e le piazze di Parigi e certi luoghi a lui cari. Le note esplicative che accompagnano il testo identificano le persone, gli avvenimenti, e le cose che provengono dalla vita diurna, facendo dove è possibile un po’ di luce sul lavoro di rielaborazione e sui temi ritornanti e ossessivi di Perec. Un estratto dal libro più stralci dal sito di Quodlibet.
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