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SABATO 10 MAG 2008

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La storia

gli inizi
minimum fax è nata ufficialmente nel 1993, anche se allora era soltanto una piccola rivista sotterranea, una pubblicazione periodica che veniva diffusa via fax: la mandavamo agli abbonati ogni mese. Ma questo succedeva molto, molto tempo fa, quando ancora andavamo all'università, prima di smettere. E prima che iniziassimo a fare libri. Ecco come andò. Nel 1994 la redazione decise che era giunto il momento di dare un corpo cartaceo a quello che avevamo da dire, a quello che ci sarebbe piaciuto leggere e che fino ad allora avevamo affidato solo alle linee telefoniche (e a quelle che ci piaceva tanto definire le "rotative domestiche" a casa dei lettori stessi: il fax).

i primi libri
Così nacquero le prime due collane: Filigrana, saggi sulla teoria della scrittura, e Macchine da scrivere, che ha portato per la prima volta in Italia gli storici libri-intervista della Paris Review. Superato così l'esame di teoria, passammo alla "letteratura pratica" con la collana Sotterranei, che predilige la narrativa americana ma ogni tanto si è concessa anche rapide incursioni in Russia, Inghilterra o Irlanda, nonché nel mondo della musica jazz e pop e della poesia. Da due costole di Sotterranei sono poi nate due nuove collane "tematiche": Nichel, dedicata alla nuova narrativa italiana, e I libri di Carver. L'ultima nata è minimum fax cinema, e potete immaginare di cosa tratta. Infine, quando non vogliamo prenderci troppo sul serio, tiriamo fuori ogni tanto un libro umoristico, che mettiamo nella collana Struffoli. Questi sono i libri. Ma non facciamo solo quello.

baccano
Sin dall'inizio - sia perché avevamo ben chiaro in mente che bisognava darsi molto da fare per far sapere al mondo che esistevamo, sia perché avevamo fondato la casa editrice letteralmente senza una lira di capitale iniziale, anzi stampando a credito presso una piccola tipografia a conduzione familiare - abbiamo fatto un gran baccano organizzando concerti, spettacoli, serate di lettura, conferenze, perfino una manifestazione itinerante a bordo di un furgone, cercando quand'era possibile di trovare degli sponsor che finanziassero queste iniziative, permettendoci di rinvestire tutto in libri. Arrivammo al punto che c'era un eccesso di comunicazione: tutti parlavano di minimum fax ma i nostri libri erano ancora difficili da trovare, a causa della distribuzione che per il primo paio d'anni era affidata a piccole aziende locali. Bisognava trovare un equilibrio.

piccoli editori crescono
Fu proprio con la coincidenza di due eventi, la nascita di una distribuzione e promozione nazionale e l'acquisto dei diritti sulle opere di alcuni scrittori di grandissimo rilievo, che le cose - siamo arrivati al 1997 - iniziarono a cambiare. Trasferimmo anche la sede, da una piccola mansarda dal soffitto bassissimo sulla Cassia gentilmente offerta dalla mamma di uno di noi all'ufficio che è ancora adesso la nostra sede a Ponte Milvio, rilevando dopo un anno anche la sede di una carrozzeria, che ora è il nostro magazzino. Intanto si susseguivano risultati clamorosi, di cui eravamo i soli artefici ma che ugualmente non cessavano (e non cessano) di stupirci, vista l'origine "homemade" della nostra impresa. Abbiamo scoperto per primi in Italia autori come David Foster Wallace e Thom Jones, e riscoperto (facendo quindi scoprire a molti nuovi lettori) altri come Raymond Carver o Miles Davis. Il nostro fatturato è in continua crescita sin dal primo anno, e oggi vendiamo qualcosa come cinquantamila libri l'anno (ossia: più di centocinquanta persone ogni giorno entrano in una libreria e ne escono con un minimum fax sotto il braccio). Abbiamo organizzato per il lancio di alcuni dei nostri libri delle vere e proprie tournée: una decina di concerti di Suzanne Vega, l'One Thousand Miles tour per il il libro di Miles Davis, e così via.

insomma
Insomma, anche se ogni tanto continuiamo a dirci che fare gli editori è solo un hobby un po' più impegnativo degli altri, ormai siamo su questa strada dalla quale, l'abbiamo capito, non si torna più indietro. E quindi, non c'è altra scelta: andiamo avanti.

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