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Qualche anno fa il prestigioso New Yorker lo ha eletto tra i 20 scrittori per il XXI secolo. Ora che nel XXI secolo ci siamo, Donald Antrim, nato nel 1958 da una famiglia protestante del sud della Florida, ma newyorkese d’adozione, è stato decisamente consacrato come vera e propria star surrealista. I suoi racconti sono apparsi su Harper's magazine, The New Yorker e Paris Review. Di frequente paragonato ad altri grandi scrittori americani, Antrim stesso dichiara in un’intervista rilasciata a bold type, la rivista letteraria online di Random House, la casa editrice che lo pubblica in America: «Donald Barthelme è un paragone frequente, e non ho niente da obiettare a proposito. Ho letto le sue storie da ragazzo ed è stato uno degli scrittori che mi ha fatto venire il desiderio di scrivere. Pynchon è un’altra figura centrale. Poi John Cheever. Grace Paley. Per un certo periodo i miei punti di riferimento sono stati commediografi come Harold Pinter e Joe Orton. Orton in particolare è stato fondamentale per me. Altri romanzieri importanti sono Fielding, Smollett, Faulkner e più di recente Henry Greene».
Elect Mr. Robinson for a better world, il suo romanzo d’esordio, uscito negli Stati Uniti nel 1993 (pubblicato nel 2002 in Italia per i nostri tipi nella traduzione di Matteo Colombo) è stato subito accolto con grande entusiasmo dalla critica. Si è parlato di un “Thomas Pynchon sotto litio” e lo stesso Pynchon ha definito il romanzo “una spumeggiante allucinazione”. Votate Robinson per un mondo migliore è la divertentissima e macabra storia di una cittadina periferica in cui è definitivamente crollata la sottile barriera che separa la civiltà dalla barbarie. L’ex sindaco è stato affogato e fatto a pezzi, i cittadini hanno circondato le loro villette di filo spinato, il parco è stato disseminato di mine. A raccontare i fatti è Pete Robinson, un insegnante maniacalmente appassionato di storia dell’Inquisizione (la cui casa è dotata di un’oscura cantina stranamente attrezzata) e aspirante nuovo sindaco. E’ la voce del protagonista a sorprendere e spiazzare il lettore: la lucida e intelligente ironia con cui Robinson descrive le situazioni crea un’acuta dissonanza con il suo stesso malato personaggio: il risultato è un geniale e perfetto equilibrio tra realtà e immaginazione, tra lucidità e follia.
La maniacalità che troviamo esasperata nei suoi romanzi sembra essere anche una peculiarità dell’autore stesso, come dimostra un aneddoto legato a questo libro: una volta finita la prima stesura del romanzo, pare che Antrim abbia attaccato alle pareti del suo appartamento tutte le 178 pagine del manoscritto e si sia aggirato per settimane nelle stanze apportando piccole correzioni qua e là, salvo poi cambiare idea di nuovo: lavandosi i denti prima di andare a letto correggeva una parola, la mattina dopo tornava a ripristinare la versione originale e così via per giorni e giorni…
Il talento di Antrim, la sua acuta e visionaria immaginazione uniti al perfetto controllo della scrittura trovano conferma anche nei due successivi romanzi I cento Fratelli (1997) e The Verificationist (1999, non ancora pubblicato in Italia) che costituiscono con Votate Robinson una sorta di trilogia. I cento fratelli, finalista al premio PEN/Faulkner nel 1998, è la storia di cento (ovviamente stranissimi e diversissimi) fratelli che si ritrovano (in realtà in 99) in un pomeriggio d’inverno nella biblioteca della casa di famiglia per mangiare assieme, fare un sacrificio rituale e decidere come ritrovare l’urna perduta contenente le ceneri dei loro patriarchi. Un attacco ai valori dominanti, all’agonia del sistema patriarcale e alla competizione maschile, perpetrato attraverso le armi dell’ironia e dell’assurdo. Il risultato è stato paragonato a “una collisione tra i Fratelli Karamazov e i Fratelli Marx”.
Il terzo libro che compone la trilogia di Antrim è The Verificationist, il cui protagonista è Tom, uno psicologo che finisce assieme ad un gruppo di colleghi in una “pancake house” dove mangiano e chiacchierano fin quando uno psicologo suo rivale stringe Tom in un abbraccio-morsa estremamente ambiguo, dal quale Tom si libera con un’esperienza extracorporea che lo porta a sollevarsi fuori da sé sopra le teste dei suoi colleghi… nelle mani di Antrim questa strana prospettiva diventa semplicemente un modo attraverso il quale esporre con uno sguardo diverso e divertito le emozioni che sottostanno ai più basilari bisogni umani.
Donald Antrim ha recentemente ottenuto due borse di studio del National Endownment for the Art e della John Simon Guggenheim Foundation che gli permetteranno di lavorare al suo quarto romanzo.
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Leggi lo speciale di Martina Testa su Donald Antrim in esclusiva per il sito di minimum fax
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