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di Charles D'Ambrosio
Il museo dei pesci morti (The Dead Fish Museum) 287 pagine - novembre 2006 ISBN 978-88-7521-101-1
Prezzo di copertina: € 13,50 -sconto 10% € 12,15
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traduzione di: Martina Testa illustrazione di: Riccardo Falcinelli
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Che siano falegnami sul set di un film porno, puntigliosi riparatori di macchine da scrivere o sceneggiatori di successo finiti in un ospedale psichiatrico, i personaggi di questi otto racconti lottano per superare il trauma di un abbandono o di una violenza, per comprendere la deriva delle persone amate, per mantenere la propria umanità in un’America marginale e dolente, provinciale e uggiosa. La scrittura precisa e potente di D’Ambrosio (autore schivo e poco prolifico, ma acclamato dalla critica americana come una delle rivelazioni degli ultimi anni) li riscatta, regalandoci un capolavoro dal fascino oscuro da cui, come ha scritto il Seattle Times, «è quasi impossibile staccare gli occhi». «D’Ambrosio scava in una vena ricca, profonda e pericolosa del cuore di roccia spezzato della narrativa americana. I suoi personaggi vivono vite che ardono di una luce cupa e intensa come la prosa che li crea. Nessuno, oggi, scrive racconti migliori di questi» (Michael Chabon). «Con Il museo dei pesci morti, D’Ambrosio si è conquistato un posto al fianco di Carver, Denis Johnson e Richard Yates» (Bookforum).
la critica ha detto
«D’Ambrosio, che merita un posto d’onore insieme a Raymond Carver e Thom Jones fra i maestri contemporanei della forma racconto, riesce a convogliare insieme l’abile stile ellittico di Carver e il machismo ferito di Jones. Ma in questa raccolta si ritaglia un territorio tutto suo, usando solo gli strumenti più solidi e difficili dello scrittore – la cura della lingua e la costruzione dei personaggi – e il suo sguardo meravigliosamente obliquo». Los Angeles Times Book Review
«Un libro potente [...] Un’opera di grande valore». The New York Times Book Review
«Un libro eccezionale [...] Profondamente suggestivo e realistico, Il museo dei pesci morti è una raccolta di racconti pieni di grazia, penetranti e di raro eclettismo». The New York Sun
«D’Ambrosio crea brani di descrizione o battute di dialogo tanto potenti da sollevare l’intero edificio di un racconto con un brivido». Chicago Tribune
«I racconti che compongono Il museo dei pesci morti sono agili capolavori di chiaroscuro emotivo». Elle
«Questi racconti sono oscuri ed eleganti, e ciascuno ha una ricchezza e una profondità di sfumature degna di un romanzo. D’Ambrosio evoca esistenze fatte di rimpianto e rassegnazione, e non c’è mai una nota stonata, solo la tranquilla disperazione di anime che inseguono una sfuggente promessa di redenzione». Miami Herald
«Da questi racconti [...] è quasi impossibile staccare gli occhi. La prosa di D’Ambrosio è fluida, addirittura insinuante. Una frase segue l’altra con un ritmo irrefrenabile che sembra imitare la logica alterata della follia, i piccoli passi e le svolte improvvise che portano la gente dai viali illuminati ai vicoli bui». Seattle Times
«Spettacolare [...] Una strepitosa fusione di personaggi e ambienti». Time Out New York
«I racconti di D’Ambrosio possiedono una complessità impressionante». Minneapolis Star Tribune
«È incredibile che il nome di uno scrittore con la profondità e l’agilità di D’Ambrosio non sia già sulla bocca di tutti. Ma, a quanto pare, la cosa sta per cambiare». Bomb
«La seconda raccolta di racconti di D’Ambrosio trabocca di frasi che si leggono come piccole, raffinatissime poesie. [...] Una delle raccolte di racconti più valide che abbiamo letto quest’anno». Seattle Magazine
«Una raccolta bellissima [...] priva di affettazione [...] D’Ambrosio è uno scrittore per scrittori, un autore che è salito fino ai piani più alti della letteratura americana guidato soltanto dalla sua prosa perfettamente levigata». Portland Mercury
Leggi lo speciale di Martina Testa su Charles D'Ambrosio!

Ascolta l'intervista con Charles D'Ambrosio e Martina Testa su RadioAlt.
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Teo Lorini - PULP Libri
L’intensità che gli otto racconti de Il museo
di pesci morti sprigionano a ogni pagina è il frutto di una sensibilità originale che deve
certamente qualcosa al Carver più maturo, ma che si sviluppa poi in completa autonomia.
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Claudia Bonadonna - Rumore
Un linguaggio preciso eppure disconnesso. Limpido ma anche surreale. Un continuo scollamento delle parole dal loro significato più familiare.
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Silvia Santirosi - Stilos
Negli otto racconti che compongono la raccolta infatti D'Ambrosio non spiega concetti, si limita a far parlare le cose.
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Teo Lorini - Azione La capacità di descrivere un paesaggio
americano meno percorso o raccontato dalla letteratura, una sorta di indistinta periferia,
tanto immensa quanto desolata.
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Clara Nubile - Cosmopolitan
I racconti di questo americano poco conosciuto ti entrano sotto pelle, ti velano di tristezza e speranza.
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Mauro Fabi - Conquiste del Lavoro
Charles D'Ambrosio si colloca nella migliore tradizione americana di short stories, a metà strada tra Cheever e Carver, a testimonianza che il talento fiorisce ancora nelle praterie della scrittura.
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Marco Dellantonio - Lettera.com
Gli anni non sembrano aver influito granché sull'umore di D'Ambrosio: le atmosfere evocate dalle otto storie del Museo vanno dalla sensazione che qualcosa non vada per il verso giusto alla certezza che tutto stia andando decisamente uno schifo.
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Annalisa Serpilli - Il Sole 24 Ore
In questo libro D’Ambrosio si ritaglia un territorio tutto suo, usando solo gli strumenti più solidi e difficili dello scrittore – la cura della lingua e la costruzione dei personaggi – e il suo sguardo obliquo.
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Laura Lilli - la Repubblica
Racconti intensi, narrati a bassa voce.
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Michele De Mieri - il Venerdì
A ragione nella lista dei libri dell'anno del New York Times.
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Pier Mario Fasanotti - Panorama
I racconti di Charles D'Ambrosio hanno un'impronta fortemente europea. Nel senso dell'eleganza stilistica, della struttura narrativa mai sciatta o approssimativa.
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Alessandra Iadicicco - Il Giornale
Una prosa secca, laconica, asciutta. Aperta ad accogliere grandi motivi: violenza, abbandono, deriva esistenziale, i traumi familiari, i disagi psicologici e sociali. Ma pronta a sventare ogni tentazione di magniloquenza con battute fulminanti, freddure raggelanti che, senza metafore, chiamano le cose con il loro nome.
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Valeria Parrella - Grazia
Uscire sul New Yorker per uno scrittore è come, per una star, finire in copertina di tutti i periodici presenti in edicola. A Charles D'Ambrosio è successo ben cinque volte.
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Stefano Ciavatta - Il Riformista
D’Ambrosio vuole
cercare ostinatamente un punto di luce e quindi di contatto tra un’umanità spezzata e abbandonata
come un relitto, in cerca di un sentimento da comuni mortali.
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Rossella Montemurro - Il Quotidiano
In questa raccolta si ritaglia un territorio tutto suo, usando solo gli strumenti più solidi e difficili dello scrittore - la cura della lingua e la costruzione dei personaggi - e il suo sguardo meravigliosamente obliquo.
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Massimiliano Ferrari - Il Caffè del Teatro
Tiriamo un sospiro di sollievo: c’è ancora gente come Charles D’Ambrosio in giro che scrive racconti perfetti ed emozionanti, sperando che non faccia scuola e rimanga così com’è.
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Leonardo Merlini - Alice.it
Nei suoi racconti [...] si sente il lavoro oscuro dello scrittore che riesce a selezionare l'essenzialità pur partendo da una vastissima base di sentimenti, nozioni, implicazioni sociali e morali.
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Rossella Montemurro - Il Quotidiano
Intervista a Charles D'Ambrosio.
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Rossano Astremo - Vertigine
D’Ambrosio è abile nel costruire piccoli mondi suggestivi e realistici, popolati da individui lacerati da ferite non arginabili, vinti fotografati nei momenti di massima inazione rispetto alla propria vita.
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Benedetta Marietti - D - la Repubblica delle Donne
Un'intervista a Charles D'ambrosio.
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Matteo Bordone - Radio2 - Dispenser
La scrittura quando è sicura di sé e leggera e densa insieme, sembra perfetta.
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Giorgia Catapano - Aise.it
Nei suoi racconti le immagini, i minimi dettagli in effetti costituiscono una raffinatissima trama che scava nel profondo dei personaggi con una lucidità sempre in equilibrio, controllatissima eppure vacillante.
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Leonardo Merlini - Alice.it
Spesso le conclusioni dei racconti di D'Ambrosio sono immagini che, dopo pagine che hanno indagato senza indulgenza nelle miserie umane, lasciano un senso si sollievo, di speranza.
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Rossella Montemurro - Il Quotidiano della Basilicata L'autore acclamato dalla critica americana.
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La Repubblica Charles D'Ambrosio è un'autentica rivelazione della narrativa americana.
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Sebastiano Triulzi - Il Manifesto
Sembrano usciti da un'esplorazione del territorio carveriano gli otto racconti che compongono il museo dei pesci morti
continua |
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Freek
...Otto racconti scritti da Charles D'Ambrosio, scrittore acclamato dalla critica americana come una delle rivelazioni degli ultimi anni
continua |
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APcom
"Quando pensi a un racconto ti concentri necessariamente su uno spazio e su un tempo limitato, non costruisci un quadro troppo vasto, ma punti i riflettori su un momento particolare, sul momento di una crisi"
continua |
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Nel nome del padre (ma anche della vita, sempre)
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Charles D'Ambrosio, Il suo vero nome
Aimee Bender, Creature ostinate
Aimee Bender, Un segno invisibile e mio
Rick Moody, Cercasi batterista, chiamare Alice
Sam Lipsyte, Il bazooka della verità
Jonathan Lethem, Amnesia Moon
A.M. Homes, La sicurezza degli oggetti
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