La battuta perfetta
Una scrittura densa che non ammette distrazioni, impastata di umorismo
D’Amicis scrive con una grande intensità emotiva che non lascia spazi bianchi al lettore
Una scrittura che trasmette le vibrazioni emotive, il paesaggio, le trasformazioni, con un’acutezza ironica, mai banale, partecipe ma a tratti un po’ nostalgica e un po’ anche feroce
Finalmente Carlo D’Amicis consegna il romanzo della nostra trasformazione, un romanzo semplicemente imperdibile
La copertina di La battuta perfetta, disegnata da Alessandro Gottardo, ha vinto la medaglia d'argento nella categoria Book Cover dell' Annual della Society Of Illustrators.
Vincitore del Premio Parole d'Autore 2011
Le rivoluzioni, di solito, si fanno nelle strade e sono intrise di sangue. Quella che ha trasformato l’Italia negli ultimi cinquant’anni è stato possibile seguirla dal salotto di casa, e si è svolta in un clima di festa. A provocarla, e nello stesso tempo a raccontarla, è stata la televisione.
Alla televisione appartengono i sogni dei protagonisti di questo romanzo: Filippo Spinato e suo figlio Canio. Ma mentre il primo parte dal profondo Sud per diventare, oltre che un solerte funzionario della Rai, l’apostolo della missione educativa intrapresa (e fallita) dalla tv pubblica tra gli anni Cinquanta e Sessanta, il secondo si ribella al suo modello pedagogico per aderire anima e corpo alla televisione commerciale dei decenni successivi, diventando dapprima venditore di «consigli per gli acquisti», e poi addirittura consigliere dello stesso Berlusconi.
Attraverso il conflitto generazionale tra il qualunquismo euforico di Canio e l’ideologia ipocrita di suo padre, si rivela la ridicola tragedia di un paese che, dopo essersi nascosto per anni sotto la maschera grigia di un perbenismo borghese, cerca ora rifugio dietro il cerone di un capo di stato che «vuole solo piacere». Ognuno, in questo apocalittico ed esilarante romanzo, vuole solo piacere. Ma che si insegua il consenso attraverso una dignitosa serietà, o attraverso il riso dionisiaco, folle e disperata sarà la missione, e destinata a rivelare l’irredimibile solitudine dell’essere uomo.
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