Fare scene

Una storia di cinema
Da anni Starnone è uno dei migliori scrittori che ci siano in giro, e come tale ha scritto un libro bellissimo, che illustra in maniera struggente il duro destino di chi è contagiato dall'amore per il cinema
Sandro Veronesi • La Repubblica

In questa nuova prova narrativa Domenico Starnone, seguendo il filo rosso della settima arte, racconta una vicenda individuale che pagina dopo pagina si allarga fino ad abbracciare la parabola dell'Italia negli ultimi sessant'anni.
Nella prima parte del libro, un bambino cresciuto nella Napoli proletaria dell'immediato dopoguerra scopre il mondo e compie la sua educazione sentimentale circondato dall'atmosfera irripetibile delle sale cinematografiche di allora: luoghi magici, fumosi, dove si entrava anche a metà dello spettacolo e non era raro che  tra un James Stewart vestito da cowboy e i turbamenti suscitati da Deborah Kerr dei perfetti sconosciuti scambiassero due chiacchiere e stringessero amicizia. Sullo sfondo, una famiglia che cerca di lasciarsi alle spalle la miseria e un intero popolo in procinto di cavalcare l'inaspettata onda del benessere.
Nella seconda parte del libro, quel bambino, diventato un adulto di inizio xxi secolo, non si limita a guardare i film, li fa. È diventato uno scrittore di sceneggiature. Ma il cinema di oggi non è più quello di Rossellini, Totò, Fellini, Anna Magnani. E così  mentre assistiamo alla trasformazione di un ambizioso progetto cinematografico in un prodotto dolciastro e scontato  ci rendiamo conto che non è solo il protagonista ad aver perso lo sguardo incantato, ma tutto un paese sempre più desolante.

«La strada che andava da via Gemito al cinema mi è sempre sembrata lunghissima e inessenziale. In realtà erano quattro passi, la conoscevo a memoria. Affrettavo il passo, mi tiravo dietro i fratelli. Nostra nonna gridava: venite qua, non scendete il marciapiede che finite sotto le macchine. Mi fermavo. L’ultima cosa che volevo era essere investito da un’automobile prima di vedere il film».

Tratto da Fare scene


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i servizi di Radio Colonia sul libro di Domenico Starnone 

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Le recensioni della stampa

Susan Harris - Words Without Borders
An interview with Domenico Starnone.
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Silvana Tamiozzo Goldmann - L'Immaginazione
Domenico Starnone, con scanzonata leggerezza, offre al lettore vere e proprie riprese di un personalissimo film-verità che diventa da subito la storia della passione per il cinema.
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Giuseppe Roncioni - Pulp
Starnone descrive un'Italia ingenuamente capace di meravigliarsi, sicura di gettare le basi per costruire un mondo migliore.
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Mimmo Mastrangelo - Leggere Tutti
Il piacere di Starnone di srotolare la pellicola dei sui primi amori filmici
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Francesco Pettinari - L'indice dei libri
I film, la televisione, prima d'essere immagini erano scrittura
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Grandain
Domenico Starnone e il suo Fare scene a "Scrittorincittà".
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Francesco Improta - Corriere Nazionale
L'atmosfera magica, onirica che si respirava in quegli anni nelle sale cinematografiche affollate e fumose
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Pasquale Bottone - Libri & Suoni
Lettura di grande raffinatezza ed efficacia.
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Enrica Brocardo - Vanity Fair
Domenco Starnone a Mantova.
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Enzo Rammairone - Rockerilla
Una riflessione sincera sulla contemporaneità, sull'importanza e la forza dell'arte e di rappresentare la realtà
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La Nazione
Il resoconto della malattia dell’amore per il cinema.
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Andrea Di Gennaro - La Provincia
Divertentissimo.
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Gabriele Ametrano - Corriere fiorentino
L'influenza del cinema sulla nostra vita.
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Silvia Di Paola - La Sicilia
L'allucinazione del cinema. La sola che può rimandarci la realtà più vera del vero.
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Goffredo Fofi - L'Unità
Le "confessioni" di Starnone.
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Stefano Ciavatta - Il Riformista
Il racconto di un apprendistato cinematografico.
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Andrea Velardi - Il Messaggero
Una successione incantevole di immagini e di evocazioni in cui non si respira mai, fortunatamente, una svagata e sommaria nostalgia del ricordo.
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Giovanni Dozzini - Europa
Fare scene è un libro che si legge tutto d'un fiato, breve e leggero, ma molto di più di un divertissement.
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Fabrizio Ottaviani - Il Giornale
In Fare scene c'è tutto il mestiere, e probabilmente anche le convinzioni sull'esistenza, di Domenico Starnone.
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Valeria Parrella - Grazia
Il libro dell'uomo che ha incrociato con successo ed eleganza tanto il mondo della letteratura quanto quello del cinema.
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Lo Straniero
Ci sono pagine belle, affettuose, divertenti, colorite.
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Sergio Rotino - L'Informazione
Biografia? Confessione? Di più. Un atto di devozione che non ammette repliche.
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Paola Baratto - Giornale di Brescia
È una riflessione sul concetto stesso dell'arte, non solo sul cinema.
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Giulia Mozzato - Wuz
Uno spaccato obiettivo che ci mostra l'altra faccia del successo e ci svela cosa significhi davvero "fare scene" nell'Italia di oggi.
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Series
Il cinema raccontato da Starnone è un luogo magico.
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Mario Sesti - Film Tv
Un libro molto bello che riscatta la cinefilia, divenuta ormai da troppo tempo una tifoseria per sfigati indignati.
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Marinella Doriguzzi Bozzo - Giudizio Universale
Starnone ha un suo particolarissimo dono di scrittura, fatto di sapienza tecnica, chiarezza e capacità di riflessione.
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Oscar Iarussi - La Gazzetta del Mezzogiorno
Nel libro di Starnone si ritrova la magia del cinema.
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Monica Florio - L'Avanti!
Sedotti dal cinema.
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Gianni Bonina - Stilos
Vita e film? Una questione di scrittura.
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Enzo Verrengia - Conquiste del Lavoro
I ricordi non bastano.
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Stefano Donno - Il Recensore.com
Un libro meraviglioso e splendido.
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Walter Siti - La Stampa
Quel che fa la bellezza di questo romanzo è la sprezzatura stilistica di chi, con la serenità della vecchiaia, è capace di usare la propria autobiografia, senza pose e senza smargiassate, come significativo emblema del presente.
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Sandro Veronesi - La Repubblica
Starnone è da anni uno dei migliori scrittori che ci siano in giro e come tale ha scritto un libro, bellissimo, che ci illustra in maniera struggente il duro destino di chi è contagiato dall'amore per il cinema.
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Stefano Ciavatta - Rolling Stone
Fare scene è una riflessione fluida e poco cinefila su quanto il cinema abbia rimodellato la nozione del tempo, soprattutto per chi del fare i film ne ha fatto un mestiere.
continua la lettura

Benedetta Marietti - GQ
Nella Napoli del dopoguerra un bambino scopre il mondo in sale cinematografiche povere e fumose.
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Chiara Valerio - L'Unità
Con una lingua ironica, esatta, divertita e sopravvissuta Starnone racconta una favola borghese e fortunata.
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Antonio Prudenzano - Affari Italiani
Intervista a Domenico Starnone.
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Stefano Gallerani - Alias - Il manifesto
Fare scene è insieme una confessione dell'amore per il cinema, e una narrazione della difficoltà di scendere a patti con la realtà.
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Mirella Armiero - Corriere del Mezzogiorno
«Amo tutti i film, belli, brutti, mediocri. Mi riconosco totalmente in un verso di un poeta americano che a occhio e croce dice: sto per morire, andrò al cinema.»
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Francesco Durante - Corriere del Mezzogiorno
Quando al Vomero era bello sognare di diventare «finto».
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La Repubblica - Ed. Napoli
Fare scene nella top five.
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Irene Bignardi - Vanity Fair
Una lettura divertente.
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Emiliano Morreale - Il Sole 24 Ore
Starnone sceglie di seguire il filo del cinema come metafora della fuga da un mondo in cui si sta a disagio ma anche come infinita possibilità di eterna reinvenzione.
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Prezzo copertina
13,50 €
- sconto 10%
12,15 €

ISBN
978-88-7521-257-5

Pagine
192

Pubblicazione
maggio 2010


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